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La lunetta con Azor e Sadoc nella Cappella Sistina

Michelangelo Buonarroti: la lunetta di Azor e Sadoc

Michelangelo Buonarroti: Lunetta con Azor e Sadoc, intorno al 1508- 1511, dimensioni 340 x 650 cm., Cappella Sistina, Città del Vaticano.

Pagina correlata: I dipinti di Michelangelo

Sull’affresco

La lunetta con Azor e Sadoc è un affresco di Michelangelo Buonarroti, realizzato tra il 1508 ed il 1511, misura circa 340 x 650 cm. ed appartiene alla decorazione della Cappella Sistina commissionata da papa Giulio II.

La composizione si trova all’entrata, sulla parete destra (procedendo verso l’altare), sotto il pennacchio raffigurante Giuditta e Oloferne.

Precisazione: Il fruitore dell’intera decorazione, che entra nella cappella e procede verso verso il fondo, per osservare l’affresco, si deve girare in modo che l’altare rimanga alla sua sinistra. La lunetta è nella zona alta della parete destra. Vai alla pagina delle lunette.

Storia della lunetta

Nelle lunette di Michelangelo vengono narrati episodi degli Antenati di Cristo, presi dal Vangelo di Matteo.

Il pittore affrescò i registri superiori delle pareti contemporaneamente alla realizzazione della decorazione del soffitto della Cappella Sistina. I due cicli pittorici si svolsero entrambi in due fasi comuni, iniziando ad affrescare dalle campate in entrata, procedendo verso l’altare.

Michelangelo seguì in tal modo lo stesso procedimento cronologico di esecuzione, sia per gli affreschi della volta che per quelli delle quattro pareti (escluso il Giudizio Universale, che eseguì nel 1541).

Anche per la realizzazione delle lunette l’artista incominciò a lavorare dalle campate prossime all’ingresso, dipingendo le narrazioni in ordine inverso da come sono riportate nel Vangelo. Ne deriva così che gli ultimi episodi scritti da Matteo corrispondono ai primi affreschi, e viceversa.

L’artista portò a compimento la prima metà della Cappella Sistina (soffitto e registri superiori delle pareti) intorno all’estate del 1511. Per continuare i lavori Michelangelo dovette smontare il grosso ponteggio, innalzato sulla prima metà della cappella, per costruirlo nuovamente sull’altra metà. La seconda fase dei lavori, che non interessa la lunetta di Azor e Sadoc, iniziò nell’ottobre del 1511 e terminò nell’anno successivo, poco prima della vigilia di Ognissanti, giorno della “scopertura” della grande decorazione del soffitto.

Fra gli affreschi delle due decorazioni (volta e registri superiori delle pareti) del Buonarroti, quelli che ebbero maggiori annerimenti da fumi furono proprio le lunette. Dopo il restauro del 1986 i colori degli affreschi ritornarono, sorprendentemente, all’originale splendore.

Si pensa che la lunetta con Azor e Sadoc fosse una delle prime ad essere realizzate (probabilmente la quarta).

Descrizione della lunetta

Come già sopra accennato, Michelangelo riportò nelle lunette la genealogia di Cristo riferita al Vangelo di Matteo.

La composizione di Azor e Sadoc la troviamo ubicata sull’ultima lunetta della parete destra, entrando in cappella.

Essa è strutturata con due gruppi di figure – due a sinistra, una a destra – intervallate dalla tabella centrale con i nominativi dei personaggi (AZOR – SADOCH), scritti in lettere maiuscole.

L’identificazione dei protagonisti ha creato, e continua a creare, vari dibattiti ed incertezze, data la difficoltà nella nominazione del singola figura.

La zona a sinistra con la donna ed il fanciullo

Michelangelo Buonarroti: particolare sinistra della lunetta con Azor e Sadoc.

A sinistra appaiono una donna seduta su un gradone di marmo che indica qualcosa ad un bambino, distogliendolo da un atto che lo teneva fortemente impegnato (forse giocava, o scriveva, oppure stava disegnando). Infatti pare che il gesto della madre, avendolo distolto dalle proprie cose, lo abbia scocciato e che si stia voltando lentamente con un atteggiamento alquanto disinteressato.

In un’illuminazione proveniente da sinistra, la donna è ripresa di profilo con il busto in leggera torsione verso lo spettatore. Indossa un abito abbastanza vistoso dai toni rosati, nelle cui zone d’ombra appaiono gamme tendenti ai lilla, ed una fascia verde chiaro che la stringe in vita.

Spicca l’ampia scollatura con bordi gialli che, volutamente, le scopre la spalla destra mostrando parte della chiara camicia. Sul braccio destro pende il terminale di un mantello giallo, mentre sulla testa porta un variegato copricapo fatto di fasce terminanti con un velo.

Il volto della donna, ripreso di profilo, è contornato da un tratto rossastro, probabilmente definito con un piccolo pennello.

La figura a destra

Michelangelo Buonarroti: particolare destro della lunetta con Azor e Sadoc.

Nella zona a destra appare un’anziana figura maschile ripresa di profilo il cui volto, girato frontalmente verso il fruitore dell’opera, mostra rughe profonde e ben marcate.

L’uomo, che alcuni vi hanno identificato lo stesso Michelangelo, ha un’espressione pensierosa e pare in balia di pensieri di grande apprensione. Infatti ha la fronte increspata, le sopracciglia alzate e tiene il mento appoggiato alla mano, nell’atto di trovare una soluzione ai suoi problemi.

Un mantello dai toni giallo-ocra lo avvolge quasi completamente, lasciando scoperti soltanto i piedi ed un braccio vestito da una manica verdastra.

Come nell’altra scena, la luce, sempre proveniente da sinistra, modella con nettezza l’intera figura dando solidità e rilievo plastico all’intera composizione.

Le pennellate appaiono veloci e decise.

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