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Cacciata di Gioacchino (Santa Maria Novella) di Domenico Ghirlandaio

Domenico Ghirlandaio: Cacciata di Gioacchino (Santa Maria Novella)

Domenico Ghirlandaio: Cacciata di Gioacchino (Santa Maria Novella)
Domenico Ghirlandaio: Affreschi della Cappella Tornabuoni: “Cacciata di Gioacchino dal Tempio” Santa Maria Novella a Firenze.

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Sull’opera: la “Cacciata di Gioacchino dal Tempio” è un dipinto di Domenico Ghirlandaio, appartenente al ciclo degli “Affreschi della Cappella Tornabuoni” in Santa Maria Novella a Firenze, realizzato intorno al 1485-90. 

Primo affresco sulla fascia bassa della parete di sinistra.

La Cacciata di Gioacchino dal Tempio corrisponde al primo episodio, in cui i vari personaggi recano in braccio i loro agnelli, o altri animali, dirigendosi verso l’altare del sacrificio. Tra questi vi è Gioacchino (figura in primo piano) che viene letteralmente cacciato per la sua presunta sterilità: a tale cerimonia veniva ammesso soltanto chi aveva discendenti diretti.

La scena si svolge in un sontuoso loggiato con sezione a croce greca, efficacemente scorciata nella dilatazione spaziale in una sequenza di archi a tutto sesto, con al centro un altare a base ottagonale in cui è alimentato un fuoco. Un alto prelato attende gli animali che vengono portati al sacrificio.

L’architettura, che in tutta la metà superiore è pressoché dipinta in visione totale, occupa gran parte della composizione e segue un impianto alquanto tradizionale.

Di grande effetto è lo studio dei chiaroscuri che conferiscono una naturalistica luminosità, proveniente dall’alto (e da destra) sui personaggi, imitando la reale diffusione della luce nella cappella.

Nel gruppo di sinistra, secondo gli studiosi di storia dell’arte, sarebbero da identificare il figlio del committente, Lorenzo Tornabuoni, e Piero di Lorenzo de’ Medici lo “Sfortunato” (Firenze, 1472 – Garigliano, 1503), cugino di quest’ultimo nonché amico, mentre nelle altre due figure due vengono riconosciuti Giannozzo Pucci (secondo altri, Bartolini Salimebni) ed Alessandro Nasi, il fidanzato di Ludovica Tornabuoni.

Nel gruppo raffigurato a destra appare l’autoritratto del Ghirlandaio (il penultimo, con l’intera figura ripresa in tre quarti) e altri suoi familiari, che secondo il Vasari, corrisponderebbero al cognato Sebastiano Mainardi (ultima figura a destra), al fratello ed al padre dell’artista (David ripreso di spalle,  e l’uomo anziano, che secondo altri critici invece sarebbe il suo maestro Alesso Baldovinetti) [Razeto, cit., pag. 97].

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